Archivi tag: Antonio Errico

I resti di Babele 23. Tra memoria e conoscenza gli universi di una civiltà

di Antonio Errico Ci sono libri che ad ogni pagina spalancano universi di civiltà: raccontano storie di miti, di riti, di stagioni dell’esistenza che vengono e che vanno. Sono libri che mentre dicono di un passato disegnano orizzonti di futuro. … Continua a leggere

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I resti di Babele 22. Barocco, la pietra parlante nei libri di Cazzato e Manno

di Antonio Errico Quando qualche giorno fa alcuni amici che vorrebbero venire in Puglia per l’estate mi hanno chiesto quale libro consultare sul barocco, non ho avuto nessun bisogno di pensarci nemmeno un secondo e ho risposto così: Puglia barocca … Continua a leggere

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I resti di Babele 21. “Finibusterre” come chiave per descrivere il ‘900 salentino

di Antonio Errico La narrativa del Novecento salentino comincia nelle ultime pagine di Finibusterre di Luigi Corvaglia. Con un delirio. Con lo sgretolamento del mondo sotto gli occhi dei colerosi di un lazzaretto. Comincia con un’apocalisse, la furia di un … Continua a leggere

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I resti di Babele 20. Salvatore Cosentino, quando il teatro è corpo a corpo con l’idea

di Antonio Errico In principio è un’idea. Un nucleo di senso intorno al quale convergono – o si addensano – immagini suggestioni emozioni   interpretazioni memorie. Poi da quel nucleo di senso prendono forma ragionamenti, riflessioni, considerazioni, argomentazioni, analisi che trovano … Continua a leggere

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I resti di Babele 19. Luigi Malerba. Quella sceneggiatura che poteva essere un romanzo

di Antonio Errico Luigi Malerba, uno dei più grandi scrittori del Novecento, ha lavorato in modo significativo anche con sceneggiature per cinema e televisione. Diceva che la scrittura di sceneggiatura era un lavoro fatto anche con molta partecipazione ma senza … Continua a leggere

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I resti di Babele 18. Amore e poesia in Franco Melissano

di Antonio Errico Poesia d’amore , innanzitutto, è quella di Franco Melissano. Dice: “ Ristava nelle coppe del tuo seno/il profumo dei tuoi occhi appena schiusi”. Poesia d’amore e di memoria. Dice: “Voglio dimenticare/ ogni malinconia/per ricordar soltanto/il tempo dell’amore”. … Continua a leggere

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I resti di Babele 17. Vittore Fiore l’interprete del Sud e dell’Europa

di Antonio Errico Il 21 febbraio del Novantanove, a Capurso, moriva Vittore Fiore: pochi giorni dopo il riconoscimento da parte del Consiglio dei Ministri, del vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, attribuito a personalità che onorano la patria in diversi settori. … Continua a leggere

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I resti di Babele 16. I racconti di Mimmo Tardio. Un lungo affetto per la memoria

di Antonio Errico La memoria bisogna saperla governare, non lasciando varchi aperti all’insolenza della nostalgia, meno che mai all’inganno del rimpianto. Bisogna considerarla per quello che è: una stratificazione di ricordi di occasioni, di incontri, di volti, di voci, di … Continua a leggere

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I resti di Babele 15. Ragni, musica e possessioni nello sguardo dell’antropologa

di Antonio Errico Giovane, appassionata, con un bagaglio rigonfio di attesa e di stupore, con gli occhi spalancati sul paesaggio e il cuore che si apriva all’incontro di storie e di esistenze, Annabella Rossi venne in Salento con l’équipe di … Continua a leggere

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La grandezza di Leopardi così diversa per ciascuno

 di  Antonio Errico Giacomo Leopardi non esiste. Certo, ha avuto un tempo della vita vera, ma poi si è trasformato in una gigantesca figura dell’immaginario. Così, ognuno di noi ha il suo Leopardi – dentro – che solo un po’ è … Continua a leggere

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I resti di Babele 14. La cultura della sensibilità per interpretare il reale

di Antonio Errico C’erano una volta contadini che non avevano fatto alcuna scuola ma che avevano una sensibilità amorosa verso un albero di ulivo. Lo crescevano. Lo accudivano.  Si spera che ce ne siano ancora. Poi i tempi sono cambiati … Continua a leggere

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I resti di Babele 13. La penna di Albahari custode della memoria

di Antonio Errico Un mestiere è il simbolo di una civiltà, la rappresentazione di una dimensione sociale, economica, soggettiva, collettiva, di benessere, di sviluppo, di progresso. Racconta molte storie, si compone di stratificazioni semantiche, è la sintesi di presente e … Continua a leggere

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I resti di babele 12. Il primato dell’essere umano nelle certezze dell’infinito

di Antonio Errico L’Infinito che si manifesta nella luce di una tela di Caravaggio o nei colori della notte stellata di Van Gogh, la tecnologia non ce lo può dare. Quell’Infinito è una condizione che appartiene all’arte custodita dalle mani, … Continua a leggere

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I resti di Babele 11. La consapevolezza del passato contro la civiltà smemorata

di Antonio Errico Si racconta che una volta un giovane musicista sottopose a Gioacchino Rossini una composizione, chiedendo al maestro la sua valutazione illuminata. Rossini rispose che c’è del nuovo e c’è del bello, ma ciò che è nuovo non … Continua a leggere

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Il Festival di Sanremo e il gesto disperato di Luigi Tenco

di Antonio Errico Quando cominciò era il principio degli anni Cinquanta. C’erano ancora le macerie della guerra. Presentava Nunzio Filogamo: cari amici vicini e lontani. Vinse Nilla Pizzi che cantava così: “Grazie dei fior. Fra tutti gli altri li ho … Continua a leggere

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Quell’estate della vita in cui si diventa grandi

di Antonio Errico Quando raccontava questa storia aveva quarant’anni.  Da ventidue sognava con una frequenza costante, quasi una volta al mese, quel tema da fare su Pirandello e i significati delle sue maschere. Che cosa significassero le maschere per Pirandello … Continua a leggere

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Quei cantautori che raccontano le stagioni della nostra vita

di Antonio Errico Calava un’afa che ristagnava l’aria, una sera del mese di giugno del Duemilauno.  Francesco Guccini si era avventurato in Salento, da Pàvana a Serrano, per ritirare il premio “L’olio della poesia”. Si andava per i vicoli di … Continua a leggere

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Il laureato, Totò e il Sessantotto che cambiò ogni cosa

di Antonio Errico Quando una sera d’inverno che hai diciott’anni esci dal cinema gelido di un paese di provincia dopo aver visto, per non saper che fare, “Il laureato”, non sai più distinguere se il mondo reale sia quello con … Continua a leggere

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Paolo Villaggio e Massimo Troisi maschere di come siamo stati

di Antonio Errico Maschere del loro tempo. Maschere di una certa strana Italia, un po’ vera e un po’ immaginaria: quella degli anni che vanno dalla fine dei Sessanta alla metà dei Novanta. Maschere di vizi innocenti e nessuna virtù. … Continua a leggere

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Mondiali 1970. Pelé prodigio di vento e quel silenzio triste

di Antonio Errico Il 21 giugno del Settanta, alla fine di Italia- Brasile, Tarcisio Burgnich, il mastino che lo aveva marcato, disse così: prima della partita mi ripetevo che era di carne e ossa come chiunque, ma mi sbagliavo.   Edson … Continua a leggere

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