Sugli scogli 31. Sul mare

di Nello De Pascalis

Ti condurrei ove palpo

l’umana finitudine

e tutto vibra;

là, teso mi perdo

e non v’è picco, né specola,

per mirare l’universo

che miro.

O, misteri dell’abisso,

e tu, mente, che rimani desta!

Scorrono equità represse,

indifferenze, questa vita.

Ebbene, ti condurrei sul mare

ove m’appare il tuo volto

nel frangersi dell’onda

e poi vanisce.

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