di Antonio Mellone

La pista di Nardò in una foto scattata da un astronauta dalla Stazione spaziale internazionale nel novembre 2006 (fonte: Wikipedia).
Un’amica di professione avvocato (che pensavo mi volesse bene) ha iniziato a inviarmi dapprima in maniera diciamo omeopatica, poi con una certa discreta continuità, e infine compulsivamente, vale a dire a ogni ora del giorno e della notte, un po’ di documentazione relativa al Grande Raccordo Anulare. Non quello di Roma, ma il “nostro” a chilometro zero, la Pista più famosa del Salento: che non è nemmeno quella stupefacente a cui state pensando in molti, malpensanti che non siete altro, ma la celeberrima Pista di Nardò o, per gli amanti dello slang imperiale, Nardò-Ring, orgoglio di sindaci e presidenti di regione, di assessori e di quella categoria che in analisi grammaticale definivamo “sostantivo collettivo”: mi riferisco ovviamente al gregge (nelle due versioni muto/belante).