di Antonio Devicienti

Archaischer Torso Apollos
Wir kannten nicht sein unerhörtes Haupt,
darin die Augenäpfel reiften. Aber
sein Torso glüht noch wie ein Kandelaber,
in dem sein Schauen, nur zurückgeschraubt,
sich hält und glänzt. Sonst könnte nicht der Bug
der Brust dich blenden, und im leisen Drehen
der Lenden könnte nicht ein Lächeln gehen
zu jener Mitte, die die Zeugung trug.
Sonst stünde dieser Stein entstellt und kurz
unter der Schultern durchsichtigem Sturz
und flimmerte nicht so wie Raubtierfelle;
und bräche nicht aus allen seinen Rändern
aus wie ein Stern: denn da ist keine Stelle,
die dich nicht sieht. Du mußt dein Leben ändern.
Torso arcaico di Apollo
Non abbiamo conosciuto la sua inaudita testa
in cui maturavano le pupille. Ma
il torso arde ancora come un candelabro
dove il suo guardare, soltanto avvitato all’indietro,
si trattiene e risplende. Altrimenti la prua
del petto non potrebbe abbagliarti e nel silenzioso girare
dei lombi un sorriso non potrebbe scorrere
verso quel centro dov’era il sesso.
Altrimenti questa pietra starebbe deforme e piccola
sotto il trasparente ricadere delle spalle
e non brillerebbe come la pelliccia di un predatore;
e non irromperebbe da tutti i suoi margini
come una stella: ché qui non c’è alcun luogo
che non ti veda. Tu devi cambiare la tua vita.