Il volto di Lecce si rispecchia nel barocco. Probabilmente non è possibile pensare la Puglia senza il barocco. Non è possibile pensare il Salento e Lecce senza associare il pensiero a quel carnevale di pietra che simula in mille guise l’infinito, come disse Vittorio Bodini.

Non è possibile pensare Nardò senza la chiesa di San Domenico, Galatone senza quella del Crocefisso, Ostuni senza San Vito, Monopoli senza San Francesco, Gallipoli senza cattedrale. Soltanto esempi: pochi. A caso. Allora, a quegli amici ho consigliato il libro di Mario Cazzato. Però dopo un po’ li ho richiamati. Ho detto che devono aggiungere alcune pagine straordinarie sul barocco che stanno in quel libro straordinario sul Salento intitolato Secoli fra gli ulivi. Uscì nel ’58. Primo e ultimo libro di Fernando Manno. Ripubblicato da Manni cinquant’anni dopo. Poi mi è venuto di pensare che libri come quelli di Mario Cazzato e di Fernando Manno, servono a coloro che non appartengono a questa terra, certamente, ma soprattutto servono a coloro che abitano questa terra per tutta la vita e che fanno scivolare il loro sguardo sulle forme del barocco, così, distrattamente, perché la sua bellezza risplendente ha la fisionomia di un paesaggio naturale.
[“Nuovo Quotidiano di Puglia”, giovedì 20 marzo 2025]