Carteggio Mario Marti – Gianluca Virgilio 10. Vita nuova e altro

a cura di Gianluca Virgilio


In primo piano. Mario Marti e la moglie Franca, in occasione dei festeggiamenti organizzati dall’Associazione “Galileo” di Trepuzzi per il suo 97° compleanno (17 maggio 2011).

Marti era intervenuto nel Convegno su Michele Saponaro, svoltosi a Lecce-San Cesario nei giorni 25 e 26 marzo 2010, con una relazione su Leopardi, una biografia di Saponaro del 1941. Ad esso accenno nella lettera del 3 aprile 2010 ed inoltre faccio riferimento a due articoli che avevo pubblicato ne “Il Paese nuovo” e che ora si possono leggere in questo sito:

L’intervista rilasciatami da Antonio Lucio Giannone, Michele Saponaro. Lo scrittore ritrovato, ne “Il Paese nuovo” di giovedì 1 aprile 2010.

Il secondo articolo è una recensione a Carlo Albero Augieri, Leggere Raccontare Comprendersi. Narrazione come Ermeneutica, Liguori Editore, Napoli, 2009, dal titolo Per una poetica della lettura, ne “Il Paese nuovo” del 3 aprile 2010. Leggilo in questo sito: L’odissea della funzione autore ovvero per una poetica della lettura.

Purtroppo, la risposta di Marti è andata perduta.

Lecce 5 IV 2010 Pasquetta

Grazie, caro Gianluca! Letto e apprezzato. Letto anche la “Iannuzzi” sul Galatino, che però già conoscevo. Complimenti per la tua bella attività; e auguri infiniti anche a te e ai tuoi cari, con i migliori ringraziamenti per i tuoi a noi; e i saluti più cari.

Tuo Mario Marti

***

Verso la fine dell’estate del 2010 avevo dato alle stampe una raccolta di racconti scritti negli anni precedenti, dal titolo Vita Nuova e altri racconti, Edit Santoro, Galatina 2010. Nella lettera del 18 settembre 2010 Marti esprime tutta la sua disapprovazione nei confronti di questi racconti, soprattutto in riferimento alla mia Vita Nuova, che il lettore di queste note potrà leggere in questo sito. Marti dichiara di essere rimasto “scioccato” dalla lettura di questo racconto, e di giudicare “banale e convenzionale” “la tecnica del sogno” (leggi Due sogni) . Nella lettera del 29 settembre 2010 spiegherà che il racconto di ispirazione dantesca è contrario al suo “metodo” e irrispettoso della “grandezza di Dante”. La mia replica del 23 settembre (alla lettera del 29 settembre credo di non aver replicato e comunque non ne ho ritrovato traccia nel mio archivio) evito di entrare nel merito di questi giudizi.

Lecce 18 sett. 2010

Caro Gianluca,

Ti ringrazio. Ho ricevuto la tua Vita Nuova; ed è certo questo il modo migliore per farsi vivo; quando possibile; ma non mi dispiacerebbe affatto se tu, a tempo perso, ti facessi sentire per dirmi che sei ben vivo, e per chiedermi se io son vivo ancora. Tu forse non ti rendi conto di quanto ciò sia utile a chi è quasi centenario, per sentirsi “vivo”.

Che dirti di Vita nuova? Una cinquantina di pagine le ho già lette; il resto un po’ cursoriamente qua e là come capitava. Sono rimasto scioccato dalla lettura del primo “racconto”: hai avuto un bel coraggio! E quella lettura mi ha messo in uno stato d’animo di diffidenza e di sospettoso allarme per il resto. E non mi sbagliavo, perché poi, con quella tecnica del sogno!… Evidentemente miri a far colpo sul lettore; ma quella è, o mi pare, una strada piuttosto banale e convenzionale. Tu hai ben altre frecce al tuo arco! Lo hai già dimostrato.

Comunque, complimenti per questa nuova opera, e soprattutto per la conferma di una passione e di una vocazione autentica. Con i più cari saluti

Mario Marti

Lecce 29 sett. 2010

Caro Gianluca,

Sono io che debbo ringraziarti, anche per la promessa di venire a trovarci, quando sarà possibile. Ogni volta che viene a trovarmi un amico come te, per me è grande festa, perché mi aggiunge vita e vitalità, ora che son tanto vecchio. E non ti turbare per i miei giudizi, perché altra cosa è l’amicizia, altra è la serietà e l’onestà professionale; e io ho sempre distinto le due cose.  E appunto a questo proposito ti chiarirò ancora il mio pensiero; e cioè il mio giudizio sul tuo libro non è un giudizio “di gusto”, ma poggia su basi metodiche. Il tentativo di riscrittura dell’intera Vita Nova di Dante, a fini soggettivamente narrativi, è da rifiutare, non fosse per altro che per rispetto alla grandezza di Dante (e dunque per ben altro!). E la tecnica della narrazione strana e “illusoria”, [parola illeggibile] dal sogno, è tanto risaputa da risultare (almeno per me) scontata e banale. A te è mancata, in questo caso e secondo me, quella che la retorica antica chiamava inventio. E io credo che è proprio questa, invece, la via da battere. Spero che tu ne convenga. Grazie ancora; e i più affettuosi saluti dal

tuo Mario Marti

Lecce 24 ott 2010

Caro Virgilio,

Ho ricevuto l’invito-programma; grazie, complimenti e auguri! Qualche anno fa sarei intervenuto alla inaugurazione; ma ormai…

Cari saluti

Mario Marti

Questa voce è stata pubblicata in Carteggi, Epistolari, Lettere, Diari e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *