di Maurizio Nocera

Quel giorno che mi telefonarono per dirmi che Valentino se n’era andato per altre vie dalle quali non si può più tornare, mi venne un nodo alla gola. Uscii di casa e mi orientai verso il solito luogo dei nostri incontri. Quello dove ci siamo incontrati negli ultimi dieci anni: la Tipografia del Commercio di Alberto Buttazzo, luogo meraviglioso, carico di storia, di odori e profumi tipografici, che ammaliavano entrambi.
Alberto Buttazzo, che conosceva bene Valentino sin dal periodo scolastico, ci aspettava tutte le sere. Valentino ritornava dalla sua passeggiata, proveniente da piazza Sant’Oronzo attraversando via dei Perroni, io invece arrivavo da Porta San Biagio. Con Alberto, che ci parlava delle cose accadute durante la giornata, vivevamo un momento d’incanto. Ci piaceva ascoltarlo. Poi, Valentino parlava dei suoi progetti, dei suoi desideri urbanistici per la città. Infine, quando gli argomenti si esaurivano, Alberto chiudeva la tipografia e noi due ritornavamo verso le nostre rispettive case, non molto distanti l’una dall’altra. A volte ci dividevamo sotto Porta San Biagio, altre invece, soprattutto dopo avere saputo della sua malattia, la separazione avveniva nei pressi dell’ex Collegio Argento (oggi Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”), sul trivio della rotatoria.
– Buonanotte Valentino. Riposa bene.
– Altrettanto Maurizio.

























































































